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2025-01-17 OUTFIT Game LiVE STREAMING Grande Cuculo..Guest STefanoC

🕑 Added 2025-01-17 20:12:02 +0000 UTC
2025-01-17 OUTFIT Game LiVE STREAMING Grande Cuculo..Guest STefanoC

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FIFOUF 88

coucou Simona je viens de regarder ta publication du 17 JANVIER ET BRAVO POUR TON INSTANT DE PLAISIR SOLITAIRE EN DIRECT. MILLES BISOUS .FIFI

luca Francesco

Ecco una storia che viene da San Lucido (Cosenza ) sul tirreno cosentino che è quella di Cilla. Questa leggenda è un racconto di amore e morte quello che caratterizza la storia di Cilla. Una splendida ragazza che viveva a San Lucido. In un tempo non determinato, Cilla, figlia di un pescatore della cittadina rivieresca, si innamorò di Tuturo anch’egli pescatore del luogo. Nonostante conoscesse bene i pericoli che derivavano dall’andare per mare, giovine decise di andare in sposa al suo amato e da lui ebbe anche un figlio. Una storia d’amore a lieto fine e coronata al meglio dunque, se non fosse che il fato decidesse un finale diverso. Tragico come la vita di chi affronta il mare per sostenere la famiglia. Si narra così che una notte, nonostante il mare non fosse nelle migliori condizioni, Tuturo uscì con la barca per pescare. C’era bisogno visto che le bocche da sfamare erano più di una. D’altronde era capitato altre volte visto che era un pescatore provetto. Ma quella volta la scelta si rivelò fatale. Cilla passò invano l’intera notte ad attenderlo. Non vedendolo arrivare decise di gettarsi dalla rupe per cercarlo in mare, ma annegò. C’è anche chi ricorda che in realtà la donna scelse quella sorte dopo la morte del figlio anch’egli disperso in mare. Stando a quei racconti, si sostiene che nei giorni di tempesta a San Lucido si possano ancora udire le urla disperate di Cilla che invoca l’amore perduto.Una storia straziante che rimanda alla dura vita dei pescatori calabresi di un tempo e della loro sfida quotidiana con il mare per riuscire a sfamare le loro famiglie. Una leggenda che diviene così storia del dolore collettivo celebrato a San Lucido con quella statua realizzata dallo scultore Salvatore Plastina e posta dieci anni addietro in piazzetta Miramare ai piedi della splendida fortezza dei Ruffo a San Lucido.


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